LE MIGLIORI CASE ECOLOGICHE AL MONDO

 

LE MIGLIORI CASE ECOLOGICHE AL MONDO QUELLE CHE HANNO DESTATO PIU’ NOTIZIA.

INDICIZZAZIONE INFORMATIVA 

Le migliori case ecologiche al mondo, secondo fonti scientifiche autorevoli  si trovano tra quelle che hanno destato più notizia. Tuttavia sappiamo che possono esistere progetti  sconosciuti che hanno un valore importante. La logica della rilevanza in base alla celebrità è tipico della società occidentale. dove il successo di un progetto dipende dalla sua celebrità. Tuttavia una operazione di successo non necessariamente deve essere “famosa”.  Ci sono diverse case ecologiche costruite in tutto il mondo che si distinguono per la loro ecocompatibilità, sostenibilità e innovazione.

Ecco alcune delle migliori case ecologiche costruite fino al 2020:

  1. “The Living Building” – Seattle, Washington, USA: la prima casa completamente autosufficiente al mondo, costruita in grado di generare la sua energia, riciclare le acque reflue e utilizzare solo materiali sostenibili.
  2. “The Edge” – Amsterdam, Paesi Bassi: considerata la sede aziendale più ecologica del mondo, questa struttura ha raggiunto il massimo punteggio possibile nel sistema di certificazione BREEAM, grazie all’uso di tecnologie all’avanguardia per il controllo del clima, la gestione delle risorse idriche e la produzione di energia.
  3. “The Crystal” – Londra, Regno Unito: una struttura completamente autosufficiente che funge da centro di innovazione sostenibile. La struttura utilizza tecnologie avanzate come pannelli solari, sistemi di recupero del calore e illuminazione a LED per ridurre al minimo l’uso di energia.
  4. “The Solvay House” – Bruxelles, Belgio: una casa sostenibile e autosufficiente costruita con materiali naturali come il legno e la pietra, che utilizza tecnologie avanzate per generare la propria energia e raccogliere l’acqua piovana.
  5. “The Green House” – Melbourne, Australia: una casa ecologica a basso consumo energetico, costruita interamente in legno e vetro riciclati e dotata di un sistema di raccolta dell’acqua piovana e un impianto fotovoltaico.

Queste case sono solo alcuni esempi delle numerose case ecologiche che sono state costruite in tutto il mondo, dimostrando che è possibile costruire abitazioni sostenibili, innovative e ad alte prestazioni energetiche, che contribuiscono a creare un futuro più sostenibile per tutti. Il primo edificio dell’elenco è  molto interessante perché nella progettazione e nella realizzazione i progettisti hanno  escluso diversi materiali tossici, tra cui anche il PVC. Cercheremo di capire che cosa intendono per materiale tossico indicando anche il PVC questi progettisti. Si riferiscono agli infissi?  ma ho un idea. Esaminiamo  il progetto a partire dalla fonte informativa e scomponiamolo in  4 punti base su cui  investigare  altri dettagli, ma senza esagerare.

 

IL BULLIT CENTER DI SEATTLE.

A. Il Bullitt Center è un edificio per uffici di sei piani situato a Seattle, che copre un’area di 50.000 piedi quadrati, pari a circa 4.645 metri quadrati. Il suo obiettivo è quello di diventare l’edificio commerciale più verde del mondo.

B. Progettato dallo studio Miller Hull Partnership, questo edificio è un “laboratorio vivente” che ha richiesto un investimento di 30 milioni di dollari. È dotato di servizi igienici orientati poi verso il compostaggio e si distingue da altri progetti sostenibili grazie alla sua esclusione di 350 sostanze chimiche tossiche comuni, tra cui PVC, piombo, mercurio, ftalati, BPA e formaldeide.

C. Il Bullitt Center è stato costruito con un rigoroso bilancio energetico e idrico, che mira all’autosufficienza nell’ambito della Living Building Challenge. La Fondazione Bullitt attenta all’ambiente, che ha finanziato la costruzione, si aspetta che il nuovo centro dimostri che gli spazi per uffici a emissioni zero possono essere “commercialmente validi ed esteticamente sbalorditivi”.

D. Infine, la Fondazione Bullitt spera che il Bullitt Center possa servire da modello per altri progetti sostenibili, grazie alla sua serie di sistemi che possono essere facilmente replicati altrove senza richiedere una manutenzione eccessivamente impegnativa.

 

LE ACCLARATE TOSSICITA’ DEL PVC ( Notizie)

Il PVC (policloruro di vinile) è considerato un materiale tossico per le abitazioni a causa delle sostanze chimiche pericolose che possono essere rilasciate quando il materiale viene prodotto, utilizzato o smaltito in modo improprio. Ad esempio, durante la produzione del PVC vengono utilizzati additivi come il piombo, il cadmio e il mercurio, che possono contaminare l’ambiente circostante e rappresentare un rischio per la salute delle persone. Inoltre, il PVC è noto per rilasciare sostanze chimiche pericolose, come i ftalati, che possono influire sulla qualità dell’aria e dell’acqua in una casa. Queste sostanze chimiche possono causare problemi di salute come irritazioni agli occhi, alla pelle e alle vie respiratorie, nonché disturbi endocrini, problemi di fertilità e persino cancro.

SMALTIMENTO DEL PVC ( CENNI ) 

Infine, il PVC è un materiale che può essere difficile da smaltire in modo sicuro. Se viene bruciato, ad esempio, può rilasciare sostanze chimiche tossiche nell’aria, mentre se viene seppellito in discarica può contaminare il suolo e le acque sotterranee. Per questi motivi, molte persone preferiscono evitare l’uso del PVC nelle loro case, o cercano di limitarne l’utilizzo il più possibile. Alcune alternative al PVC includono materiali naturali come il legno e la pietra, o materiali sintetici più sicuri come il polietilene e il polipropilene. Nota personale. Di recente un impresetta locale ha innestato tubi di PVC in un cortile per il deflusso acque.  Lo pseudo impresario, ha lasciato per 2 mesi un tubo di PVC nel prato di giardino di proprietà del cliente. Dopo la rimozione del tubo, sono occorsi nove mesi perché sul posto sia potuta ricrescere l’erba. Il suolo era contaminato.

La fonte di tale informativa sul  PVC  si suddivide in 3 aree d’interesse principali.

  1. Studi scientifici: numerosi studi scientifici sono stati condotti per valutare gli effetti del PVC sull’ambiente e sulla salute umana. Questi studi vengono spesso pubblicati su riviste scientifiche peer-reviewed, come Environmental Health Perspectives, Journal of Environmental Science and Health, e Environmental Science and Technology.
  2. Rapporti di analisi di laboratorio: le analisi di laboratorio possono rivelare la presenza di sostanze chimiche pericolose nei prodotti contenenti PVC. I risultati di queste analisi possono essere pubblicati in rapporti di laboratorio, come quelli prodotti da organizzazioni ambientaliste come Greenpeace e Friends of the Earth.
  3. Riviste specializzate: ci sono diverse riviste specializzate nel settore ambientale e sanitario che pubblicano articoli e reportage sulle problematiche legate al PVC e ad altri materiali tossici. Ad esempio, la rivista Environmental Science & Technology pubblica regolarmente articoli sulle sostanze chimiche pericolose presenti nell’ambiente, mentre la rivista Environmental Health Perspectives si concentra sugli effetti sulla salute umana.

II° LIVELLO DI FONTE INFORMATIVA SCIENTIFICA SULLA TOSSICITA’ DEL PVC

In sintesi, le informazioni sulla tossicità del PVC provengono da diverse fonti, tra cui studi scientifici, rapporti di analisi di laboratorio e riviste specializzate. È importante consultare fonti affidabili e ben documentate per comprendere appieno gli effetti del PVC sulla salute umana e sull’ambiente.

Tra le fonti, segnaliamo quella che si sembra più importante come la EHP.

https://ehp.niehs.nih.gov/

Qui è possibile accedere agli articoli pubblicati sulla rivista, agli archivi delle edizioni precedenti, alle notizie sulla salute pubblica e all’informazione sulla ricerca ambientale. Il sito offre anche una sezione dedicata alle informazioni per gli autori che intendono sottomettere un manoscritto alla rivista. Il sito è leggerissimo e si legge agevolmente. La rivista include un archivio che risale fino al 1972 ed è tutto digitalizzato. Le ricerche sugli effetti Mortali del PVC, nell’archivio risalgono agli anni 70. Facciamoci  una domanda importante poi esponiamo i dati d’archivio di tale rivista. La domanda è: chi fu il primo produttore di elementi edilizi in PVC ? La prima azienda ?  ( link in  costruzione ) .

FONTE SPECIFICA ( testo originale inglese ) 

Un link interessante che implica la ricerca  sui tumori in relazione al PVC è questo https://ehp.niehs.nih.gov/doi/10.1289/ehp.7617189

L’abstract indica:  The incidence of malignant tumors of the lung and bronchus and of cytologically confirmed primary malignant tumor of the liver was analyzed for a 4-yr period in a city with several factories, including a PVC industry. Prior to the study two cases of angio-sarcoma of the liver were diagnosed in workers employed in PVC production. The total incidence of analyzed tumors was only slightly higher than predicted. The tumors of the liver recorded did not show any dependence on place of work or residence. During the period of observation, malignant tumors of the bronchus (lung) were not recorded in the PVC industry. Their rate in the area in which the PVC industry is situated was approximately the same as that for the entire city area. The study does not indicate that the occurrence of malignant tumors other than angiosarcoma is associated with exposure to vinyl chloride.

Che tradotto suona come : CORRELAZIONE PVC E TUMORI MALIGNI AL POLMONE

 

L’incidenza di tumori maligni del polmone e dei bronchi e di tumori maligni primari del fegato confermati citologicamente è stata analizzata per un periodo di 4 anni in una città con diverse fabbriche, tra cui un’industria del PVC. Prima dello studio, erano stati diagnosticati due casi di angiosarcoma del fegato in lavoratori impiegati nella produzione di PVC. L’incidenza totale dei tumori analizzati è stata solo leggermente superiore a quella prevista. I tumori del fegato registrati non hanno mostrato alcuna dipendenza dal luogo di lavoro o di residenza. Durante il periodo di osservazione, non sono stati registrati tumori maligni dei bronchi (polmoni) nell’industria del PVC. Il loro tasso nell’area in cui si trova l’industria del PVC era approssimativamente lo stesso di quello per l’intera area della città. Lo studio non indica che l’insorgenza di tumori maligni diversi dall’angiosarcoma sia associata all’esposizione al cloruro di vinile. ( 1976). Il file PDF d’archivio, lo trovate qui : https://ehp.niehs.nih.gov/doi/epdf/10.1289/ehp.7617189

IL PLIVINILCLORURO

Il polivinilcloruro (PVC) è un sistema di plastica complesso. I singoli componenti del sistema PVC, compreso il monomero cloruro di vinile residuo (RVCM) e certi additivi, possono rappresentare un rischio per la salute umana.Dal 1974, c’è stato un significativo riduzione del contenuto di RVCM nella resina di PVC, riducendo il rischio di cancro per i lavoratori nelle fabbriche di lavorazione del PVC e per i consumatori di prodotti in PVC.

Finora non è stato trovato un livello “senza effetto” per la carcinogenesi indotta dal monomero cloruro di vinile (VCM); quindi, la significatività dell’esposizione umana a bassi livelli di RVCM resta da determinare. L’esposizione alla polvere di PVC può causare disfunzioni polmonari. Gli effetti polmonari e altri possibili effetti sulla salute della polvere di PVC richiedono ulteriori studi. Il sistema di plastiche in PVC dovrebbe essere caratterizzato per le interazioni tra i suoi vari componenti e per le interazioni dei componenti e del sistema PVC nel suo complesso con i sistemi biologici. Abbiamo altri dati dal 1976, riferiti alla tossicità del PVC, con  origine del documenti in inglese e traduzione del testo. Riportiamo per scrupolo il link e il link del pdf che cmq abbiamo archiviato nel caso in cui dovessero spostare la directory.

Fonte : https://ehp.niehs.nih.gov/doi/epdf/10.1289/ehp.7617107

La frase del documento che colpisce e che traduce , probabilmente le conclusioni oggettive degli studi  è la seguente:

L’esposizione alla polvere di PVC può causare disfunzioni polmonari.  

Ecco l link doi non pdf

httpsi://ehp.niehs.nih.gov/doi/10.1289/ehp.7617107

L’esame di tali documenti è questione  complessa e non è richiesto nella letteratura scientifica di effettuare titoli per catturare traffico o attenzioni, ma del resto l’argomento ( tossicità pvc) ha la medesima rilevanza delle analisi sul mal funzionamento di windows microsoft explorer e the edge.. che non è il batterista degli U2 .

LA FONTE PIU’ ANTICA CHE ESAMINA LA TOSSICITA DEL PVC. 

https://ehp.niehs.nih.gov/action/doSearch?AllField=Pvc+ ci sono altre date in cui sono stati pubblicati risultati di ricerche.  Per ragioni di sintesi abbiamo scelto il più antico e ora esponiamo il più recente visibile nella prima pagina del documento perché su questo argomento riscontriamo almeno 8 pagine  web ed ogni pagina è corredata da un archivio PDF. Il documento più recente è del 2014. Questi studi non sono irrisori perché sappiamo che in  Italia c’è attualmente il vizio in base all’iniziativa del super bonus di utilizzare materie plastiche come il PVC ed allora dobbiamo mettervi in guardia sui rischi correlati. https://ehp.niehs.nih.gov/doi/10.1289/isee.2014.P2-371

La traduzione dell’abstract del documento  completo presente in PDF è la seguente:

Numero di abstract: 2488  –  LA TOSSICITA DEGLI  FTALATI 

Studi hanno dimostrato la correlazione tra l’esposizione a pavimenti in PVC e l’assorbimento di ftalati nei neonati. Tuttavia, non esistono dati disponibili sull’assorbimento di ftalati da materiali in PVC nelle donne in gravidanza, che sono un gruppo suscettibile poiché tali composti possono passare la placenta e esporre il feto in via di sviluppo. Lo scopo dello studio era di indagare se il pavimento in PVC nella casa è correlato ai livelli urinari di metaboliti di ftalati nelle donne alla settimana 10 della gravidanza (n = 1.974). I dati attuali provengono dallo studio SELMA svedese, dove il campionamento è stato condotto nel periodo 2007-2010.

Campioni di urine da donne alla settimana 10 di gravidanza sono stati analizzati per 10 metaboliti di ftalati. I dati sul materiale del pavimento in casa sono stati ottenuti da un questionario alla settimana 10 di gravidanza. Sono stati applicati il test t e le regressioni multiple ai risultati del questionario e alle concentrazioni di metaboliti di ftalati trasformate in log e corrette per la creatinina. Abbiamo riscontrato concentrazioni significativamente più elevate di metaboliti di MBP, MBzP e DEHP (MEHP, oh-MEHP, oxo-MEHP e cx-MEPP) nelle case con pavimenti in PVC rispetto a tutti gli altri materiali per il pavimento. Quando si confrontavano i livelli urinari dei ftalati tra le case con pavimento in PVC e quelle con pavimento in legno, è stata riscontrata una differenza ancora più grande e significativa.

I risultati delle regressioni multiple indicano una significativa correlazione tra l’esposizione al pavimento in PVC nella camera da letto della madre e l’assorbimento di MBzP nella madre in gravidanza quando sono stati effettuati gli aggiustamenti per i potenziali fattori di confondimento. Ad esempio, l’uso di materiale in PVC ha aumentato i livelli urinari di MBzP dell’85%, come descritto nella Tabella 1.

Pare che ci siano delle importanti criticità; ma cosa sono gli FTALATI da PVC ?

Gli ftalati sono una classe di composti chimici utilizzati come plastificanti per rendere i materiali in PVC (policloruro di vinile) più morbidi, flessibili e resistenti. Essi sono aggiunti alla resina di PVC durante il processo di produzione e possono rappresentare fino al 40% del peso totale del prodotto finito.

Gli ftalati più comunemente utilizzati nel PVC includono il DEHP (di(2-etilesilesiltossalato) di ftalato), il DBP (dibutil ftalato) e il BBP (benzil butil ftalato). Questi composti possono migrare dai prodotti in PVC e possono essere rilasciati nell’ambiente circostante, causando preoccupazioni per la salute umana e ambientale.

Gli ftalati sono stati associati a una serie di effetti sulla salute, tra cui la riduzione della fertilità maschile, l’aumento del rischio di cancro, l’alterazione del sistema endocrino e l’aumento del rischio di obesità e diabete. Per questi motivi, alcune nazioni hanno introdotto restrizioni sull’uso degli ftalati in determinati prodotti, come i giocattoli per bambini.

Possiamo affermare che il dato preoccupante considerando la ricerca al 2014 riportato in grassetto ci fa propendere per l’abbandono di pavimenti in PVC negli uffici pubblici ed in uffici commerciali o addirittura nei centri commerciali o altro. Dovremmo fare una ulteriore analisi su un altro tipo di pavimentazione ma la faremo fra qualche settimana.

 

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