Operazioni immobiliari Milano

OPERAZIONI IMMOBILIARI MILANO

Business ed operazioni immobiliari Milano. Questa pagina intende descrivere la cronistoria delle migliori e peggiori operazioni immobiliari su Milano e proporne di nuove, evitando gli orrori ed errori del passato.   Milano attualmente sta passando il periodo peggiore della sua storia, e quindi andiamo ad indagarne i motivi, con questo strumento di comunicazione.

MILANO è TROPPO PROVINCIALE

Lo scandalo maggiore che Milano sta  vivendo è la sua bocciatura in merito alla possibilità di essere sede dell’agenzia internazionale del farmaco dopo  gli eventi della Brexit , la causa è in realtà del provincialismo che ha governato Milano negli ultimi 30 anni, escludendo  Pillitteri e Formentini ed l’alsaziano Daverio nei panni di assessore alla cultura di qualche anno fa (1993 al 1997). Perchè sul piano architetturale artistico e della critica,.. è uno scandalo? perchè dopo aver costruito 7 grattacieli, che qualcuno ha definito belli compresi quelli con gli alberelli su balconate  “international style“, Milano si è limitata a proporre il Pirellone, a dimostrazione che è ancora l’opera più innovativa fatta a MIlano negli ultimi  500 anni . Prima del Pirellone l’opera architetturale più innovativa fu “S. Maria delle Grazie di Bramante”. 

BOTTEGA ARTIGIANA, LA DIMENSIONE DELL’ARCHIETTURA

Questa è una nuova sezione,  perché  archiram ha preso un accordo di progettazione all’interno di una “s.n.c.”, una bottega artigiana, di progetti di architettura e di consulenze immobiliari, presso San Donato Milanese, ed è possibile richiedere informazioni su vendite ed acquisti di immobili di entità molto piccola su Milano, direi con un massimo di 5000 mq..tuttavia, stiamo lavorando per coordinare progetti anche  fino a 20.000 mq. al di fuori da ogni senso di tracotanza.

CONVENIENZA E COMPATIBILITÀ  COMMERCIALE ED AMBIENTALE.

Il criterio di convenienza e compatibilità con il mercato mondiale, si fonda anche su un modello progettuale , che ottimizza costi e qualità architetturale. La tensione  alla contemporaneità estetica ed alla modernità tecnologica è uno degli aspetti fondativi della bottega di progetto. Le case contemporanee  hanno bisogno di luce, automatismo, ampi spazi e vivibilità in tutti gli ambiti, nonché flessibilità, ed organicità.

NUOVI CRITERI DI ASSEMBLAGGIO E NUOVI EQUIPAGGIAMENTI TECNOLOGICI PER LA CASA.

Per un lungo periodo archiram ha studiato delle procedure di assemblaggio, degli elementi architettonici, che si ripetono, ma che garantiscono una diversificazione si architetturale che tipologica. Siamo assistiti da 3 aziende relative a tecnologia del calcestruzzo e tecnologia dell’acciaio e tecnologia del legno. Riguardo ai sub-sistemi stiamo raccogliendo numerose aziende, riferibili agli accessori, questo ci consente prezzi competitivi perché tali aziende sanno che agiranno in coordinamento con le altre e per un lungo periodo avranno noi come interlocutori, per questo si fidano di conseguenza tengono i prezzi vantaggiosi.

IL DESIGN DEGLI ANNI 70 RIELABORATO

La scelta è una sola: architettura contemporanea e moderna. La scelta di Archiram è proprio quella di affidarsi al recupero del design degli anno 70 e rielaborarlo aggiornandolo ai tempi attuali. Il potenziamento dei colori delle masse e della fruibilità spaziale è il salto evolutivo, successivo.  Nessuna forma “strampalata” e deforme, l’architettura ha lo scopo di lunga durata, sperimentare arditezze deformanti, non ha garanzie di durata nel tempo, basta ricordare cosa accadde al “moderno” palazzetto dello sport a Milano quando cadde qualche centimetro in più di neve. Modernità e contemporaneità non significa storture “artistoidi” che per lo più non hanno alcun senso.

Il rigore e l’attenzione ai dettagli viene da collaborazioni effettuate nel tempo con numerosi uffici, di ingegneria ed architettura. UN piano urbano particolareggiato fatto male, determina, pessimi risultati architettonici. Per migliorare la situazione, occorre unire gli strumenti tecnologici, con, le nuove opzioni sul territorio e nuovi scenari organizzativi.

PROGETTAZIONE ORGANICA

La filosofia di progetto è organica, e facendo parte di ADAO (amici dell’architettura organica) abbiamo un forte riconoscimento degli architetti allievi di Bruno Zevi ( Sarno ) e la possibilità di partecipare a dibattiti in ambito internazionale. Il comparto accademico milanese è ormai composto da idioti che si sono fatti soppiantare da, “architetti” imposti da nomenclature bancarie, relegando cosi i nostri a figure comprimarie secondarie. La cessione di potere verso progettualità organiche, è stata palese di recente, ed è stata già citata prima.

RIFERIMENTI STORICI ESSENZIALI 

Sul piano storico, il titolare di archiram ( Alberto Mei Rossi ) ha di recente partecipato ad una conferenza internazionale di architettura ed Urbanistica in cui, si esprime la necessità di sviluppare una nuova teoria del territorio per ottimizzare architetture e contesti.  L’attivazione di un portalino che si occupa di storia, potrebbe generare quei contenuti che servono anche ai clienti per capire dove vanno ad abitare. Ci stiamo occupando in questo periodo di alcune aree su Milano, di cui i dettagli a breve.

In questi mesi poi ci saranno addizionali novità con i nuovi progetti in corso, che saranno  presenti nelle nuove pagine. Le pagine sostituiranno il vecchio sito internet, ormai datato e non funzionale alle vendite. Non si tratta di vendite di massa ma di alcune operazioni di dimensioni, che oscillano tra , ..500 ed i 5000 mq, Limitatamente alla città di Milano ed alcune città europee.

Per chi volesse organizzare un piano particolareggiato o un piano integrato d’intervento, è sufficiente scriverci ed esporre il problema, sia per coordinare il progetto che per stabilire una strategia di vendita. Questo non è uno studio immobiliare ma una interfaccia che per ora raccoglie informazioni. Le informazioni sono filtrate dalle dinamiche di studio. L’efficienza architettonica di un area, dipende da numerosi fattori. L’attuale verticalizzazione di Milano è solo nella fase embrionale. C’è ancora un potenziale del 50% sulle aree, specie in alcune zone periferiche.  Naturalmente astenersi architetti. Il modulo è aperto ad imprese-investor-fornitori di tecnologie  proprietari diretti e ricercatori diretti. No intermediari. L’umanità ha impiegato milioni di anni per arrivare ad internet, che consente di evitare gli intermediari. Su questa interfaccia non ci interessano ne millantatori ne chiacchieroni, ne inviti ad aperitivi. Non c’è spazio per “idiot-man” ed “esperti”, come disse Gropius, l’umanità ha prodotto milioni di esperti, che quindi hanno smesso di pensare, è ancora quindi importante lasciare posto a persone e progetti che contengono una ampia visione. Senza progetti visionari le città dormono. Ma dai progetti visionari, dobbiamo muoverci verso, le cose concrete.

 

La prima migliore-peggiore delle operazioni immobiliari a Milano fu “il Piano Beruto, la seconda fu il piano fascista di Albertini..( non il nostro ex sindaco) , ma la prima è storicamente più importante. Prima del piano Beruto 1884-89, Milano aveva conosciuto una crescita relativa, alle diverse dominazioni , da quella di Roma, fino all’occupazione Longobarda e via discorrendo con i francesi , spagnoli ed austriaci. Ma dopo l’unittà d’ Italia e durante la prima fase di industrializzazione, si spense la forma classica della città come per tutte le altre, del resto e si instauro, il concetto di crescita a macchia d’olio ( oli stain).

oil stain growth – crescita a macchia d’olio – modelli matematici – criteri svantaggi e vantaggi.

In genere la crescita di una città a macchia d’olio è regolata puramente dalla logica del mercato. I principi estetici sul concetto di città iniziarono a saltare a partire dal Piano Beruto. Ma non fu cosi per il piano  Beruto. Quel piano fu, dominato e controllato dalla “Commissione Pirelli” trovate una sola nota sulla commissione Pirelli  su internet in questa pagina,[http://www.fondazionepirelli.org/wp-content/plugins/download-attachments/includes/download.php?id=40987] ma in un prossimo articolo ( visto che sulla rete non c’è nulla) stenderemo un rapporto sul comportamento di tale commissione all’interno dell’allora amministrazione comunale Milanese.

Dopo aver analizzato un testo di qualche anno fa, ora vi riporto alcuni dati interessanti. Tutto questo serve per capire, come attualmente non ha senso fare grandi investimenti territoriali ma occorre fare un lavoro puntiforme.

IL CAMBIAMENTO MILANESE  DI FINE 800 E RIPERCUSSIONI SUL FUTURO

Il cambiamento milanese,  inizia a manifestarsi tra il 1859 ed il 1883, concludendosi con il piano Fasana. Fu l’effetto di una causa e la causa fu l’aumento demografico, relativo alla mutazione politica sul territorio, che ha come momento determinante l’unità d’ Italia.  La popolazione di Milano crebbe in modo significativo, da  circa 120 mila abitanti del 1816, ai 200 mila circa del 1881, cui si aggiunsero, circa altri 100 mila relativi al “circondario” esterno. Chi era Fasana, lo descriveremo in un documento apposito perchè, sulla rete..non c’è niente. Questa fase di massima del Fasana che precedette Beruto, è significativa per capire, come fu impostata e come la commissione Pirelli gestì tutte le fasi successive.  Nel prossimo articolo ( questa è solo una pagina di presentazione) analizzeremo la “Commissione Pirelli” perchè, tutte le attività speculative partirono da alcune “espropriazioni per pubblica utilità, a partire da una legge definita “legge di Napoli ( 1885) .  Fra poco  arriveremo al punto, perchè scoprirete il motivo per cui alcuni investor hanno più potere di altri e da dove arriva tutto questo potere economico. Quindi, è necessario poi, arrivare a costruire un proprio asset. La falsità assoluta dell’architettura contemporanea è fatta di classi sociali marxiste e leniniste, cosi come è organizzato il politecnico di Milano. Ma è possibile snidare le possibilità , organizzando dei progetti, che non dipendano solo dall’ambiente, pre-classificato di lavoro, ma dall’attitudine individuale, di ciascuno investor e progettista. In questo caso noi.  Noi tutti auspichiamo che il cambiamento politico consenta la creazione di scuole private di architettura indipendenti, che possa creare , quella concorrenza in grado di trasformare in meglio tutto il settore.

[FRA QUALCHE GIORNO, IL II CAPITOLO DI QUESTO DOSSIER SARA’ PRONTO E ANCHE SCARICABILE IN PDF]. Salvate in bookmark la pagina e tornateci ogni tanto.  Intanto effettuate una vostra ricerca oppure offerta nel modulo soprastante.