Matrici Storiche dell’Architettura

Matrici storiche dell’architettura

UGUCCIONE DELLA FAGGIOLA  –

Ugiccione della Faggiuola
Uguccione della Faggiuola

De Umbris Imperii et Signis Lapideis:

  Saggio Esegetico sulla Semiotica del Potere, l’Architettura dell’Immaginario Ghibellino e l’Ombra di Uguccione della Faggiuola

I. Prologo: Il Labirinto della Semiosi Storica e la Galassia Lontana

Avvicinarsi alla storia del XIV secolo – quell’autunno del Medioevo, vibrante del rosso del sangue e dell’oro di sogni imperiali ormai al tramonto – equivale a varcare la soglia di una biblioteca labirintica, ove le pietre stesse parlano una lingua sovente dimenticata dal viandante moderno. Possediamo le immagini, come suggerisce il cronista e committente  narrativo di questa indagine, ma le immagini senza una sintassi non sono che allucinazioni, simulacri privi di sostanza ontologica. È nostro compito, dunque, fornire la grammatica. Specificamente, dobbiamo decodificare la figura di Uguccione della Faggiuola, non meramente come un condottiero di carne e ossa, nato tra le asprezze di Casteldelci e spirato a Vicenza, bensì come un significante complesso all’interno di quell’immenso testo che fu la lotta tra il Papato e l’Impero.1

Il quesito posto dalla narrativa e da una voce narrante nascosta è già, di per sé, un atto ermeneutico: “Uguccione rappresentava una delle punte di diamante dell’esercito dell’impero, contro la lega delle città del papato”. Questa è la superficie testuale, la fabula. Ma al di sotto di questo strato narrativo scorre una corrente sotterranea di “architettura segreta”, di simboli – l’Aquila, il Giglio, il Leone, l’Acqua – che costituiscono il vero campo di battaglia. Nello spirito di un’investigazione semiotica, attraverseremo questo paesaggio, riconoscendo che la storia è sempre una ricostruzione di causalità perdute, molto simile alla lettura di un palinsesto frammentario dove la verità si nasconde tra le righe di inchiostri sovrapposti.

Il contesto è l’agonizzante frizione tra Guelfi e Ghibellini. Ma guardiamoci bene dall’essere ingannati da queste etichette, che la manualistica scolastica ha ridotto a banali tifoserie. Esse non sono meramente fazioni politiche; sono posizioni cosmologiche. Il Ghibellino, volgendo lo sguardo al Sacrum Romanum Imperium, cerca un ordine universale, una Monarchia come la sognava Dante, dove l’Imperatore è la luna rispetto al sole del Papa – o forse, nell’eresia ghibellina più ardita, il Sole stesso. Il Papa, custode dell’eredità “romana” attraverso la Donazione di Costantino (quel falso documentale di ineguagliabile successo), vede negli imperatori tedeschi degli usurpatori, barbari che si arrogano una prerogativa appartenente al Vicario di Cristo.

In questa lotta, Uguccione della Faggiuola emerge come un “testo di guerra”. Egli è la longa manus di un Imperatore spesso assente, un “Darth Vader” del Trecento – per utilizzare un archetipo della cultura pop proposto dalla narrazione contemporanea, che non stonerebbe affatto in un’analisi strutturalista del mito. Egli serve un Impero che, simile alla “Morte Nera”, possiede un terrore tecnologico (la cavalleria pesante) e ideologico (la giurisdizione universale), contrapposto a una “Alleanza Ribelle” di comuni guelfi, frammentati ma indomiti.1

La Semiotica della Morte Nera e l’Impero dei Segni

L’analogia proposta tra l’Impero Galattico e il Sacro Romano Impero non è meramente “divertente e ridicola”, come modestamente suggerisce il l’idea di semplificare il tema , ma profondamente acuta. Entrambi i sistemi – quello di Lucas e quello degli Hohenstaufen – si basano su un’estetica della totalità e dell’ordine imposto dall’alto. L’architettura imperiale è monolitica, verticale, volta a incutere timore reverenziale. Uguccione, il “comprato dall’Impero”, è l’esecutore di questa volontà uniformante.

Tuttavia, come vedremo, ogni tentativo di imporre un Significato Unico (l’Impero) si scontra con la polifonia dei significanti locali (le Città, i Guelfi, la Chiesa). È in questa tensione che nasce l’architettura specifica di quel periodo: le fortezze, le torri mozzate, i merli a coda di rondine. È qui che il “Giardino Segreto di Dante” (GSD) cessa di essere un progetto botanico e diviene una mappa mentale per decifrare il codice del potere.

II. L’Ontologia delle Fazioni: Il Cane, il Lupo e il Rottweiler Bizantino

Per comprendere la scacchiera su cui Uguccione mosse i suoi pezzi, dobbiamo interrogare la natura dei giocatori. La narrativa di Frate Gugliemo pone una domanda cruciale, intrisa di scetticismo storico: “A chi apparteneva quel Papa? Alla chiesa di Roma, alla discendenza cristiana, oppure era comprato dall’Impero stesso?”. E ancora, introduce la figura dell’Impero Bizantino come un “rottweiler inferocito” posto a guardia della legittimità.

La Legitimacy e il Paradosso dei Due Imperi

Il XIV secolo vive una schizofrenia diplomatica. Da un lato c’è il Sacro Romano Impero (Occidente, Germanico), che rivendica la continuità con i Cesari. Dall’altro c’è l’Impero Romano d’Oriente (Bisanzio), che considera i sovrani occidentali come dei parvenus franchi, usurpatori del titolo di Basileus. Il Papa si trova in mezzo a questa tenaglia.

Sebbene il Papa incoroni l’Imperatore del Sacro Romano Impero (come Carlo Magno nell’800, e successivamente gli imperatori tedeschi), egli mantiene una relazione ambigua con Costantinopoli. Il “Rottweiler Bizantino” citato dall’indagaotore narratore Frate Guglielmo  è la dinastia dei Paleologi. 3 Essi non sono “amici” del Papa nel senso moderno, ma sono i garanti di una continuità storica che impedisce all’Imperatore tedesco di diventare onnipotente. Se l’Imperatore d’Occidente è il Re dei Re, allora il Papa è superfluo. Ma se l’Imperatore d’Occidente è solo un “protettore armato” (un Vogt) legittimato da Bisanzio e consacrato da Roma, allora il Papa mantiene il suo primato.

La relazione tra Bisanzio e l’Italia non era solo teorica. La famiglia dei Paleologo-Monferrato 3 rappresenta un innesto fisico del sangue bizantino nella nobiltà italiana del nord. Quando Uguccione combatte, egli combatte in un teatro dove le ombre di Costantinopoli si allungano sulle Alpi. Il “Rottweiler” abbaiava attraverso le sottili trame diplomatiche e matrimoniali, ricordando agli Hohenstaufen e ai loro successori che la vera Roma parlava greco, e che la loro aquila era, in fondo, un prestito.

Entità Ruolo Semiotico ( Roleplay)  Simbolo Dominante Relazione con Uguccione
Sacro Romano Impero La Morte Nera / Ordine Universale Aquila Monocipite (Nera su Oro) Committente Supremo / Padrone
Papato (Roma/Avignone) Il Sole (o la Lupa, per Dante) Chiavi Decussate / Tiara Nemico Esistenziale
Impero Bizantino Il Rottweiler / La Memoria Storica Aquila Bicipite / Croce Tetragrammatica Garante esterno, ostile all’usurpazione tedesca
Comuni Guelfi L’Alleanza Ribelle / Caos Vitale Giglio, Croce del Popolo Bersaglio Militare

La Chiesa: Comprata o Venduta?

La domanda “a chi apparteneva il Papa?” trova una risposta tragica nel periodo di Uguccione. Con Clemente V (1305-1314) e Giovanni XXII (1316-1334), il Papato si sposta ad Avignone. Diventa, de facto, un vassallo del Re di Francia (i “Gigli Gialli”). Non è “comprato dall’Impero”, ma è “sequestrato dalla Francia”. Questo spiega l’odio viscerale di Dante e dei Ghibellini. Il Papa non è più il padre spirituale super partes, ma il cappellano del Re di Francia, quel “Carlo novello” che Dante biasima.5 Uguccione, combattendo contro il Papa, non combatte contro Cristo, ma contro l’agente politico della casa d’Angiò.

III. Uguccione della Faggiuola: Il Testo del Condottiero

Uguccione nasce a Casteldelci nel 1250.6 Il toponimo stesso è parlante: Castrum Ilicis, il castello dei lecci. Il leccio è un albero duro, nodoso, persistente. Uguccione è un uomo di montagna, un gigante fisico (le cronache lo descrivono imponente, capace di incutere terrore con la sola presenza), che scende dagli Appennini per imporre la legge dell’Impero sulle città mercantili della pianura.

Egli non è un politico raffinato come Lorenzo il Magnifico sarà poi; è una macchina da guerra. La sua biografia è una lista di assedi, scomuniche e battaglie.7 Ma dove risiede la sua “vittoria”? E quale architettura lo definisce?

La Strategia della Verticalità

Uguccione vince dove riesce a imporre la verticalità della Rocca sulla orizzontalità della Piazza.

La sua vittoria più clamorosa è la Battaglia di Montecatini (29 agosto 1315).1 Ma la sua vera opera d’arte è la dominazione simultanea di Pisa e Lucca. Unire queste due città, storicamente rivali (come cane e gatto, o meglio, come due bestie araldiche incompatibili), sotto un unico scettro ghibellino fu un capolavoro di forza bruta.

L’Architettura Protagonista: Non è la cattedrale, né il palazzo comunale. È la Fortezza.

A Pisa, il simbolo del suo potere (e della fazione ghibellina in generale) è la Torre della Muda (o Torre della Fame).8 Sebbene famosa per la tragedia di Ugolino (antecedente a Uguccione), essa diventa sotto il dominio ghibellino il locus della punizione. L’architettura ghibellina è panottica: vede tutto, controlla tutto.

A Lucca, la distruzione delle torri guelfe è l’atto fondativo del suo regime.   Uguccione non costruisce per abitare, ma distrugge per dominare. Mozza le torri delle famiglie avversarie, riducendo lo skyline della città a una linea sottomessa, da cui emergono solo le insegne imperiali.

IV. Il Bestiario di Pietra: Aquile, Leoni e Gigli

Qui entriamo nel cuore dell’analisi semiotica di cui Frate Gugliemo fa menzione nella sua indagine, intrecciando i versi di Dante con la pietra delle città toscane. Il frammento del Canto VI del Paradiso è la chiave di volta:

«L’uno al pubblico segno i gigli gialli

oppone, e l’altro appropria quello a parte…»

I Gigli Gialli: La Semiotica del Tradimento

Dante disprezza i “gigli gialli”. Perché gialli? Il giglio di Francia (Fleur-de-lis) è d’oro in campo azzurro.5 L’oro, in araldica, è il “giallo”. Questi gigli rappresentano la Casa d’Angiò (Carlo I, Carlo II, Roberto d’Angiò), i campioni del Guelfismo e protettori del Papa.

Per Dante, opporre i gigli gialli al “pubblico segno” (l’Aquila, che appartiene a tutti in quanto simbolo di Giustizia universale) è un atto di superbia settaria. I Guelfi riducono il mondo a una fazione.

Ma c’è un altro giglio: il Giglio di Firenze.

Originariamente, il giglio di Firenze era bianco in campo rosso. Dopo la cacciata dei Ghibellini nel 1251, i Guelfi vittoriosi operarono una inversione semiotica: fecero il giglio rosso in campo bianco (quello che vediamo oggi). Uguccione, da Ghibellino, avrebbe combattuto contro il giglio rosso, ma portando nel cuore (e forse sugli stendardi dei suoi alleati esuli) il vecchio giglio bianco.

Il giglio, dunque, è un segno instabile. Cambia colore come un camaleonte politico. Nel “Giardino Segreto”, la presenza dei gigli nella fontana allude a questa fluidità: il fiore che nasce dall’acqua, ma che può essere tinto dal sangue (rosso) o dall’oro della corruzione (giallo).

L’Aquila e gli Artigli

L’Aquila è il segno imperiale. Uguccione è colui che “appropria quello a parte”. Dante critica anche i Ghibellini: essi usano l’Aquila come se fosse il logo del loro club privato, degradando un simbolo sacro a insegna di partito.

Tuttavia, Uguccione porta gli “artigli” di cui Dante parla. Nella battaglia, l’Aquila ghibellina deve ghermire il “Carlo novello” (i sovrani angioini). –

Il Leone: Il Marzocco e la Guardia dell’Acqua

Il committente chiede: “come sono messi in relazione tra loro [il leone e il giglio] e dove appaiono?”.

Il Leone è il Marzocco, il totem animale di Firenze.12 A differenza dell’Aquila che vola (verticalità), il Leone è terrestre, siede sulle zampe posteriori. È la forza della Civitas che difende la sua libertà.

Nella simbologia fiorentina, il Marzocco protegge il Giglio. Spesso è raffigurato mentre tiene con la zampa uno scudo gigliato.13

Ma c’è un legame profondo con l’Acqua. Il nome “Marzocco” potrebbe derivare da Martocus (piccolo Marte), e ricordiamo che la statua di Marte (il primo patrono di Firenze) fu gettata nell’Arno. L’acqua dell’Arno è il liquido amniotico della città, ma è anche una minaccia (le alluvioni). Il Leone è il guardiano che siede sulla sponda, colui che deve dominare il caos fluido.

Nelle fontane medievali (come la Fontana Maggiore di Perugia, o le fonti fiorentine citate nel progetto GSD), il leone appare spesso come bocca d’acqua o come guardiano della vasca.13 L’acqua (il tempo, la vita, la grazia) sgorga sotto la sorveglianza della forza (il leone) e fiorisce nella bellezza (il giglio).

Quando Uguccione attacca Firenze, egli è l’Aquila che cerca di sollevare il Leone per scagliarlo contro le rocce. È una lotta tra elementi: Aria (Impero) contro Terra/Acqua (Comune).

Distinguere le Architetture: Il Segno sui Merli

Il committente chiede come distinguere le città. La risposta è scritta nel profilo del cielo.

Uguccione, distruggendo le torri a Lucca, impose probabilmente la ricostruzione secondo i canoni ghibellini. I codici dell’architettura.

Elemento Architettonico Stile Guelfo (Papato/Angiò) Stile Ghibellino (Impero/Uguccione) Significato Semiotico
Merlatura Squadrata (Rettangolare) A Coda di Rondine (a “V”) Guelfo: Il libro chiuso, la stabilità. Ghibellino: Le ali dell’aquila, l’apertura verso l’alto (l’Imperatore).
Arco Spesso a sesto acuto (gotico francese) Spesso a tutto sesto (romanico/imperiale) Richiamo al gotico d’oltralpe (Guelfi) vs. richiamo alla romanità classica (Ghibellini).
Simboli Lapidei Gigli, Chiavi, Croce del Popolo Aquile, Scale (Della Scala), Pali (Montefeltro) Marcatura territoriale del “branco”.

V. La Battaglia di Montecatini: L’Apocalisse nella Piana

Il 29 agosto 1315, nella piana di Montecatini, si consuma l’evento che definisce Uguccione.

Qui, l’architettura non è di pietra, ma di uomini e cavalli. Uguccione schiera le forze imperiali (inclusi 1800 cavalieri tedeschi inviati dall’Imperatore) contro una coalizione gigantesca: Firenze, Siena, Perugia, Bologna, Napoli.1

La vittoria di Uguccione è tattica ma anche simbolica. Egli usa la cavalleria pesante imperiale come un ariete. Tra i morti nelle file guelfe ci sono Pietro d’Angiò (detto “Tempesta”) e Carlo di Acaia. I “Gigli Gialli” vengono calpestati nel fango.

È interessante notare l’ironia della sorte citata nel materiale di ricerca: Uguccione e i suoi nemici condivisero destini simili, morti simili, come se fossero specchi l’uno dell’altro.17 In quella piana, l’Impero dimostrò che la sua “Morte Nera” era ancora operativa. La falange ghibellina spezzò la resistenza guelfa. Fu il momento in cui sembrò che il “Veltro” potesse davvero trionfare.

VI. L’Architettura Segreta: Il Veltro e il Giardino

E qui giungiamo al punto di contatto tra la storia e l’esoterismo dantesco, il cuore del progetto “Giardino Segreto di Dante”.

Il  Narratore Frate Guglielmo identifica Uguccione con il Veltro.18

Ultimo mistero dantesco 

 

 

Nel Canto I dell’Inferno, Dante profetizza l’arrivo di un cane da caccia (Veltro) che scaccerà la Lupa (la cupidigia della Curia papale).

«…e sua nazion sarà tra feltro e feltro.»

L’interpretazione classica (o almeno quella che qui sposiamo con ardore ermeneutico) è geografica: tra Feltre (nel Veneto) e Montefeltro (in Romagna). Uguccione era nato a Casteldelci, nel Montefeltro, e morì alla corte di Cangrande della Scala (che dominava i territori verso Feltre). Egli si muoveva fisicamente tra questi due poli.

Dante fu ospite di Uguccione? Probabilmente sì, a Lucca, intorno al 1314-1316.18 Alcuni dicono che Dante dedicò a lui l’Inferno (o lo avrebbe fatto se gli eventi non fossero precipitati).

Il Sigillo del Tempo:

Nel “Giardino Segreto”, la porta definita “sigillo del tempo” rappresenta forse l’opportunità mancata. Uguccione fu il Veltro potenziale. Aveva la forza (il Leone), aveva il mandato (l’Aquila), ma gli mancò il tempo. La sua tirannia su Pisa e Lucca divenne insopportabile. Fu rovesciato da una rivolta popolare (guidata da Castruccio Castracani, un altro ghibellino, il che dimostra la natura frattale del caos politico italiano) proprio mentre cercava di consolidare il suo potere.

Il Veltro fu incatenato dalla storia. La porta del Giardino si chiuse.

VII. Il Palinsesto Templare e l’Acqua Nascosta

Guglielmo fa notare  fa notare che il periodo (fino al 1314) coincide con la fine dei Templari.

Nel 1312, il Concilio di Vienne sopprime l’ordine. In Toscana, le Mansiones templari erano numerose (es. la Magione di Poggibonsi, la chiesa del Santo Sepolcro a Pisa).

Che fine fecero i loro beni? Ufficialmente passarono agli Ospedalieri (Cavalieri di Malta).21 Ma l’architettura templare lasciò un segno indelebile: la pianta ottagonale, la precisione geometrica, il rapporto sacro con l’acqua (necessaria per le purificazioni e per l’agricoltura delle grange).

In una lettura “Eco-esque”, potremmo ipotizzare una convergenza segreta. I Templari, perseguitati dal Re di Francia (Gigli Gialli) e dal Papa (traditore), trovarono rifugio nelle file Ghibelline? Uguccione, nemico giurato di Francia e Papato, avrebbe potuto accogliere i transfughi del Tempio, integrando la loro sapienza militare (e forse architettonica) nella sua macchina bellica?

Non abbiamo documenti che lo provino (“nomina nuda tenemus”), ma la logica del “nemico del mio nemico” è ferrea. L’architettura severa, priva di fronzoli, geometricamente perfetta di certe rocche ghibelline potrebbe nascondere l’ultima eredità dei monaci guerrieri.

Nel progetto GSD, la fontana e i gigli potrebbero essere letti anche in chiave alchemica: l’acqua che purifica il metallo, il bianco e il rosso (i colori templari erano la croce rossa su bianco, curiosamente speculari al giglio fiorentino).

VIII. Epilogo: La Porta che Rimane Chiusa

Uguccione morì in esilio, a Vicenza, lontano dalle sue conquiste toscane.

La sua architettura fu in gran parte smantellata o sovrascritta. I Guelfi tornarono. Le torri di Lucca furono ricostruite o modificate. Il Leone di Firenze (Marzocco) rimase a guardia dell’Arno, e alla fine Firenze inglobò Pisa (1406), vendicando Montecatini.

Tuttavia, il segno rimane.

Nel “Giardino Segreto di Dante”, quando osserviamo la fontana con i gigli, vediamo la sintesi di questo conflitto eterno. L’acqua (il fluire della storia) passa attraverso il Leone (la forza), nutre il Giglio (la bellezza/la fazione), ma tutto questo avviene sotto il cielo che, piaccia o no, appartiene all’Aquila.

Uguccione della Faggiuola non fu un semplice mercenario. Fu un architetto del destino imperiale, un uomo che tentò di trasformare la Toscana in un giardino di pietra ordinato secondo la legge di Cesare. Fallì, perché la storia è un testo aperto, infinitamente interpretabile, dove nessun imperatore può imporre l’ultima parola.

Rimane la porta, il “sigillo del tempo”. Essa ci ricorda che ciò che vediamo – le merlature, gli stemmi, le rovine – sono solo i frammenti di un sogno di ordine che si è infranto contro la complessità del reale.

Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus.

frate guglielmo da Baskerville
frate guglielmo da Baskerville

Fonti : Fonte base uno dei nostri sottodomini dove vige la ricerca sui 10 edifizi “magici” – In me mago agere-  Cui emerge l’ermeneutica immaginazione risolutiva. Il modo di affrontare la storai dell’architettura nel nostro caso è ti tipo indagatorio, con  lo stesso acume di Guglielmo.  La storia dell’architettura cosi come ce l’hanno raccontata , va revisionata, qualcosa non torna. Esistono piu fronde e piu fazioni.

https://www.history.archiram.com  

Fonti per strutturare il rapporto di indagine storica : 

29 agosto 1315: la sconfitta guelfo-fiorentina a Montecatini – Storia di Firenze Un’analisi puntuale della disfatta guelfa, ove si narra come le milizie fiorentine dovettero cedere il passo alla potenza ghibellina in quella piana fatale, segnando un punto di non ritorno per gli equilibri toscani. https://www.storiadifirenze.org

Uguccione Della Faggiuola – Britannica Il profilo enciclopedico del condottiero pisano, figura chiave che seppe incarnare l’ideale ghibellino tra Pisa e Lucca, muovendosi sullo scacchiere politico con l’astuzia di un principe e la forza di un capitano di ventura. https://www.britannica.com

Palaeologus-Montferrat – Wikipedia Voce che illustra i legami dinastici tra i marchesi del Monferrato e la casa imperiale bizantina, un filo sottile ma resistente che collega le vicende italiane ai fasti e alle decadenze d’Oriente. https://en.wikipedia.org/wiki/Palaeologus-Montferrat

Palaiologos – Wikipedia La genealogia della dinastia imperiale che governò Bisanzio, utile per contestualizzare le pretese nobiliari e le alleanze matrimoniali che attraversavano il Mediterraneo medievale. https://en.wikipedia.org/wiki/Palaiologos

Skuola.net Portale didattico di riferimento, utile per inquadrare il contesto storico generale e fornire coordinate accessibili anche a un pubblico di non specialisti o studenti. https://www.skuola.net

Borgo di Casteldelci – Riviera di Rimini Uno sguardo alle origini geografiche di Uguccione, il nido appenninico da cui il condottiero mosse i primi passi, essenziale per comprendere il legame tra l’uomo e la sua terra aspra e fortificata. https://www.riviera.rimini.it

Uguccione della Faggiuola – Condottieri di Ventura Una disamina tecnica e biografica che esplora la tensione tra il potere feudale e la fedeltà alla causa imperiale, tracciando il cursus honorum di un uomo d’arme che fu arbitro dei destini di città intere. https://condottieridiventura.it

Torre della Fame – Piazza dei Cavalieri SNS Pagina istituzionale che descrive il luogo ove si consumò la tragedia del Conte Ugolino, topos letterario e storico che incombe sulla storia di Pisa come un monito eterno sulle crudeltà della politica comunale. https://piazzadeicavalieri.sns.it

Palazzo dell’Orologio – Torre della Muda o della Fame – Evendo Un viaggio attraverso le stratificazioni architettoniche di un edificio che fu prigione e ora è simbolo, testimone silenzioso delle mutazioni urbane e delle memorie dolorose della città. https://evendo.com

Nozzano – Welcome 2 Lucca Focus sul borgo fortificato di Nozzano, avamposto strategico nel sistema difensivo lucchese, teatro di contese e snodo cruciale per il controllo del territorio tra Lucca e la costa. https://www.welcome2lucca.com

Giglio (araldica) – Wikipedia Trattazione sul simbolo per eccellenza di Firenze, segno polisemico che muta colore e significato a seconda delle fazioni, divenendo bandiera di identità e discordia. https://it.wikipedia.org/wiki/Giglio_(araldica

Storia del Marzocco – Rotary Firenze Nord La storia del leone seduto che regge lo scudo gigliato, animale totemico della Repubblica Fiorentina, la cui evoluzione iconografica accompagna i secoli di gloria della città. https://www.rotaryfirenzenord.org

Leone con stemma fiorentino – Catalogo Beni Culturali Scheda tecnica di un manufatto scultoreo del tardo Cinquecento, che attesta come la rappresentazione del potere civico attraverso la fiera sia rimasta costante nel linguaggio dell’arte pubblica. https://catalogo.beniculturali.it

Fontana Maggiore – Musei App Perugia Dettagli sul capolavoro scultoreo di Nicola e Giovanni Pisano, che, pur essendo a Perugia, dialoga stilisticamente con la cultura toscana del tempo, rappresentando l’universo enciclopedico medievale in pietra. https://www.museiapperugia.it

La Fontana del Leone – Villa Bardini Descrizione di un elemento architettonico che, seppur posteriore o di diverso contesto, richiama la persistenza del simbolo leonino nell’immaginario e nell’arredo urbano delle ville toscane. https://www.villabardini.it

Agosto 1315: la battaglia nella piana di Montecatini – Manoscritti Altervista Approfondimento dedicato alla tattica e agli esiti dello scontro di Montecatini, dove la vittoria ghibellina non fu solo un fatto d’armi, ma un evento capace di ridisegnare la mappa delle influenze regionali. http://manoscritti.altervista.org

Battaglia di Montecatini – Stile Pisano La prospettiva pisana sul conflitto, essenziale per comprendere come la città marinara visse quel momento di trionfo contro l’eterna rivale fiorentina, in un intreccio di orgoglio civico e strategia militare. http://www.stilepisano.it

Del veltro allegorico di Dante – Wikisource Saggio critico che indaga una delle profezie più oscure della Commedia, quella del Veltro, in cui molti vollero vedere proprio la figura di Uguccione o di un altro salvatore ghibellino. https://it.m.wikisource.org

Veltro – Divina Commedia – Dante Global L’esegesi ufficiale del passo dantesco, dove si analizzano le molteplici interpretazioni di questa figura messianica destinata a cacciare la lupa della cupidigia. https://divinacommedia.dante.global

La soppressione degli enti ecclesiastici in Toscana – Consiglio Regione Toscana Un censimento documentale che offre una panoramica sulla consistenza patrimoniale e sulla presenza capillare degli ordini religiosi nel territorio toscano. http://www-next.consiglio.regione.toscana.it

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