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STORIA ARCHITETTURA ORGANICA MODERNA : 1936
ANNO DI COSTRUZIONE DELLA CASA SULLA CASCATA DI WRIGHT. 1936
VICENDE PREQUEL ( PRECENDENTI L’EVENTO ) art 1/10
Indice
- Premessa
- Bibliografia del progetto ( Amazon )
- Il contesto ( cenni ) e la critica.
- Dati Biografia architetto Frank Lloyd Wright
- Expo 1893-1933-1934 propedeusi storica al progetto ( le cause scatenanti)
- Incontro alla TOWN HALL di Chicago
- Sincronie storiche ( Hitler )
- Cenni storici su Chicago ( scuola di Chicago i grattacieli e storia di NY)
- La fonte meravigliosa ( romanzo e film ) + spezzone chiave del film.
- Case ad emissioni zero dall’integrazione con la natura all’integrazione energetica
Sincronie di quell’anno , sincronie in corso nell’architettura degli Stati Uniti, nel periodo di 10 anni
tra il 1930-1940.
La storia della casa sulla cascata ( Bear Run ) non può essere “enciclopedizzata”, tuttavia, l’autorità di wikipedia qui ci è utile per dare un racconto diverso all’altezza dell’opera sebbene venga descritta bene, manca lo spirito; chi scrive probabilmente non ha mai fatto progetti organici. Servirebbe un libro ed un libro è stato scritto; gli autori autorevoli ci sono tra cui: Bruno Zevi, Carlo Sarno, Bruce Brooks Pfeiffer, Su Amazon ci sono diversi libri anche in formato Kindle molto interessanti. Wikipedia usa una “bibliografia” abbastanza ridicola appoggiandosi all’enciclopedia per ragazzi, la cosa è abbastanza triste sciatta e pietosa.
Un testo illustrato autorevole è questo per capire il progetto. (il numero 4)
https://www.amazon.it/FRANK-LLOYD-WRIGHT-SELECTED-1991-08-02/dp/B01K3K2MNO/
Facciamo una sintesi veloce utilizzando le parole di Wright , per evitare di perdere tempo. Quello che occorre non è capire cose è la casa sulla cascata , ma comprendere la casa sulla cascata e perché è accaduto. Intanto non è posta su un ruscello come è scritto su wikipedia ma è posizionata su una roccia, appartenente ad un “torrente” discendente, il ruscello ha dimensioni molto più ridotte, il torrente in questione ha una certa larghezza, attorno ai 50 metri , tanto che per raggiungere lo spazio abitativo è necessario un percorso, un sentiero tecnico e delle passerelle.ma si accede anche direttamente dal terreno da una posizione più rialzata..
Ma prima di completare il ragionamento è necessario il prequel, occorre fare un passo indietro nel tempo fino al 1893.. – ma soprattutto al 1933 all’esposizione universale di Chicago Frank Lloyd Wright venne escluso dai vertici selettivi che erano rappresentati da Ryan Hood
Bibliografia su Falling Water Bear Run ( libri che possiedo) Una autobiografia : Frank Lloyd Wright Jaka Book. Edizioni 1932-1943-1977 Frank Lloyd Wright Foundation Edizione originale americana Horizon Press New York Prima edizione italianaArnoldo Mondadori Editore , 1955 Nuova edizione accresciuta 1985 .
…. to be continued…..
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- Art 3/10
Il contesto ( cenni ) e la critica
Se volgiamo lo sguardo alle propaggini sud-occidentali della Pennsylvania, ci imbattiamo in Bear Run, un frammento di cosmo incastonato nell’Appalachian Plateau. Geograficamente, si tratta di un dominio silvestre esteso per oltre cinquemila acri, un paesaggio aspro e al contempo vitale, dominato da dense foreste di tsuga (le maestose querce e aceri della regione) e da rocce antiche levigate da millenni di lenti mutamenti geologici. Il clima è tipico degli altipiani medio-appalachiani: inverni capaci di ammantare di neve le gole rocciose e mattine estive fresche, irrorate di rugiada, dove l’acqua scorre fredda e purissima in torrenti di eccezionale limpidezza. Un paradiso terrestre.
Bruno Zevi
A cogliere l’essenza rivoluzionaria di questa genesi fu, in maniera ineguagliabile, Bruno Zevi, sommo esegeta dell’architettura organica. Zevi intravide nella Casa sulla Cascata (Fallingwater) il trionfo assoluto dello spazio fluido sull’ordine rigido Egli ne sintetizzò la portata eversiva con una formula divenuta poi ineludibile per chiunque voglia accostarsi all’opera: «La scatola è completamente distrutta. Non esistono più pareti, né schemi geometrici, né simmetrie, né consonanze, né punti prospettici privilegiati». Agli occhi dello studioso, l’edificio rappresentava l’apoteosi dell’orizzontalità, un gesto che frantumava il concetto classico e oppressivo del volume chiuso, per abbracciare l’infinita, caotica spazialità della natura circostante.
Bruno Zevi nel suo testo Zanichelli espone la citazione del committente. Quello che dice il committente è quello che lo stesso Wright aveva esposto, probabilmente presso uno degli incontri per revisionare le tavole : Qui la struttura arditissima diviene protagonista: ·Wright concepi l’edilicio come una serie di vassoi distanziati da brevi massi di pietra e irrigiditi nei bordi. Assò la massa del camino direttamente su un grosso macigno. e intorno ad esso proiettò gli spazi· scrive Edgar Kaulmann Jr., che segui quotidianamente la realizzazione dell’opera, anche per quanto concerne l’ala degli ospiti eretta tre anni dopo.
Il retroscena – critico di Henry Russel Hitckock.
Nel 1932, allestendo la celeberrima mostra sull’International Style al MoMA di New York in combutta con Philip Johnson, Hitchcock aveva di fatto liquidato Frank Lloyd Wright come un glorioso ma inattuale precursore. Agli occhi dei due curatori, fautori di un razionalismo europeo algido e scarno, Wright appariva come un “mezzo moderno”, un irriducibile romantico la cui ostinazione a non piegarsi alla ferrea sintassi geometrica del momento lo collocava fatalmente ai margini dell’avanguardia.
alberto mei rossi screen writer…
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