Storia dell'arte - - - - - MOSTRE D'ARTE CRONOLOGIC'ART

 

TEST PAGE STORY BOARD 1 - 2007 - 08
 



    "CRONARTE"
 
Van Gogh >
 
Cito da wiki >
« Esercito un mestiere che è sporco e difficile: la pittura. Se non fossi quel che sono, non dipingerei; ma essendo quel che sono, lavoro spesso con gioia e intravvedo la possibilità di fare un giorno dei quadri dove ci sarà un po' di freschezza e di gioventù, essendo la gioventù una delle cose che ho perduto »
 (Vincent van Gogh, Lettera alla sorella Wilhelmina, Parigi 1887)
 
 
 

 Non è una frase facile da comprendere, ma perchè  Van Gogh dice questo?   la mia tesi è che Van Gogh dipingeva solo ciò che credeva fosse perduto;  nel dipinto, realizzava i suoi pensieri, di oblio. La frase dimostra che si compie la realtà se  si è realmente quella realtà o se si vive quella realtà, che sia perduta o da ottenere; egli quindi esprimeva al 100% il suo pensiero. Più si è se stessi tanto più si realizza se stessi, in un tutto organico con la realtà. Solo essendo e volendo essere se stessi, si può incidere nella realtà. Per capire in profondità un opera d'arte occorre leggere quello che l'artista diceva di se stesso, e non noiose didascalie di, pseudo critici d'arte improvvisati, che fanno venire solo un sonno infernale, da fascicolo settimanale o da inserto perdi tempo sull'aereo.
 
 
 

L'ambiente di Van Gogh: 
http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Cuesmes_JPG001.jpg
guardate l'immagine della sua casa, ....immersa nella natura...
l'ambiente è fondamentale, per creare bellezza o per fare arte;
quell'ambiente era adatto a lui; spesso l'uomo si cerca il suo ambiente; non sempre è influenzato dall'ambiente di origine, altrimenti vivremmo tutti nella stessa città e nello stesso palazzo.
La relatività spazio temporale ci consente tante e diverse vite parallele. 

Prima di modificare la realtà la studia a fondo,  grazie all'amicizia
con il pittore olandese Anthon van Rappard. 
Egli si rifiutava di  lavorare sui calchi in gesso ispirandosi direttamente alla realtà; le nature morte così,  erano costruite su base reale; questo crea la differenza tra un grande pittore e invece colui che si nasconde nell'invenzione di qualcosa che non c'è. 


( boccale e pere ) 
http://www.von-der-heydt-museum.de/

Questo è uno dei suoi primi quadri; o/t, 45X57,5 cm, 1881, Von der Heydt Museum, Wuppertal. Probabilmente se si fosse trovato a Pavia o Bologna, sul tavolo avrebbe trovato un fiasco oppure un bicchiere, e non un boccale di  birra, con tappo ( tipico dei paesi del Nord Europa ). 
Ambiente, volontà, ricerca della realtà, studi sulla realtà , in modo approfondito, gli hanno  consentito di lavorare su nature morte , verosimili e credibili come fossero delle immagini fotografiche solo sfuocate.  Ora sappiamo che quel riflesso, sul frutto è reale e che la luce era reale e proveniva realmente alla sua sinistra, e non era la riproduzione di qualcosa; è piu credibile un artista moderno, quando prima di avventurarsi nell'astratto, o nell'espressionismo, conosce e analizza la realtà meglio di chiunque altro. Il colore non è imitazione di altro colore ma, è il risultato della presenza di una determinata tonalità luminosa sulla materia. Van Gogh, va capito!

Nell'architettura, il mio percorso è simile, gli esperimenti progettuali wrightiani, non si devono ricostruire ma , saggiare per andare oltre 
con un linguaggio contemporaneo, vedo troppe imitazioni, squallide di wright o della maniera informale, vedo troppi impostori; da oggi si scrive una nuova pagina!
 
 

Interessante la sua affermazione, nel descrivere il quadro "i mangiatori di patate"

« ho voluto, lavorando, far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada mangia patate servendosi dal piatto con le mani, ha zappato essa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute; il quadro, dunque, evoca il lavoro manuale e lascia intendere che quei contadini hanno onestamente meritato di mangiare ciò che mangiano. Ho voluto che facesse pensare a un modo di vivere completamente diverso dal nostro, di noi esseri civili. Non vorrei assolutamente che tutti si limitassero a trovarlo bello o pregevole »
 
 


( mangiatori di patate ) 

Metacognizione, attraverso la pittura, che esprime la facoltà    di trasmettere la realtà e  di "trasferire sulla tela,   le condizioni in cui si trova questa realtà. Questo lo rendeva artista unico e autentico; tutti potevano dipingere mangiatori di patate magari inventati, lui dipingeva una scena, nella realtà, ma è diverso ritrarre coloro che hanno realmente raccolto tali patate da coloro che solo le consumano. Van Gogh, il primo artista no global? 
Van Gogh possedeva una astiosa visione critica della vita e della società moderna che si stava formando, comunicando, con i suoi quadri  un messaggio molto chiaro:  bisogna vivere con senso etico, fuori dalle apparenze,  senza dipendere  dai difetti estetico-tecnici delle opere stesse.

Ciò che è giusto può avere dei difetti, spesso ciò che è sbagliato può anche essere perfetto. Un pittore che ha anticipato la questione morale?... un profeta si direbbe !!!!

un pò come un magistrato che, sbaglia alcune volte i termini?...
ma, basta farsi capire?... interessante...direi..
 

Avete mai provato ad andare a pesca e mangiare il pesce che avete pescato?, la sensazione è diversa, di quando lo avete comperato..
è molto diversa, c'è chi lo ruba e non prova "turbamento".
 
 
 

Mostra di Kino Mistral alla Galleria Senato a Milano 
Invito per la Mostra di Kino Mistral a Milano, alla Galleria Senato. 
 Un Cordialissimo Saluto 
info: artemisit@email.it

Eventi : 

 
http://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio

(Caravaggio) 
<<Quando non c'è energia non c'è colore, non c'è forma, non c'è vita>>, 
Nell'attesa che io sia colpito da qualche altra frase, accontentatevi di quella di Wikipedia che è un po come 
L'IKEA della cultura.... 
Caravaggio fu come l'arte attuale in Italia " assassinata da bestie 
 
 

http://www.caravaggio.rai.it/

Nel sito finalmente gestito con maestria e con l'altissimo livello tecnologico che le televisioni possiedono, è possibile osservare le opere nel dettaglio. 
http://www.caravaggio.rai.it/

Ci sono due correnti di pensiero in RAI : 
a) I Pippobaudiani, che non sanno cos' è un mouse. 
b) La corrente della comunicazione multimediale, 
che crea una fusione perfetta tra internet e tv, distinguendo 
pero' i due ruoli, culturali; il ruolo culturale della tv è lo stimolo, 
il ruolo culturale di internet è "informare". 
Ma per conoscere un opera devo andare a vederla di persona!. 

La cena di Emmaus, cosa significa? chi sono quelle persone e cosa stanno facendo ?  (1601);  il fatto più interessante, che si nota subito è l'ombra, il rapporto tra l'ombra netta che sembra una foto; 

Caravaggio si serviva di modelli reali, non dipingeva a memoria, 
quindi le opere si trasformano in immagini. Caravaggio non usa 
la memoria per dipingere, usa il presente, il suo lavoro è in "tempo reale", questo gli consentiva di essere autentico e di essere presente con consapevolezza sull'opera e di lasciare spazio allo spettatore. 

L'ombra  crea la profondità; il Cristo osserva il cesto di frutta, come se lo avesse materializzato in quel momento. 
Lo spettatore è in grado di leggere nel pensiero del personaggio, 
le espressioni del viso dei personaggi, parlano di quello che 
pensano. 
 

L'Ombra è la cosa che mi ha colpito. L'Ombra sul muro non è quella di Cristo ma è quella dell'oste; la luce proviene da sinistra, in quanto il viso del Cristo è in ombra nella sua parte destra ( la nostra destra ) . L'Ombra dell'oste finisce per diventare l'aureola del Cristo. 
 L'artista ignorava i classici atteggiamenti  compositivi  della pittura; disse basta all' eccessivo servilismo clericale; ma non rinunziava alla "fede". Egli non ostentava la fede, ma la "possedeva" nello spirito. 
 

Riferimento consueto per capire Caravaggio è  il Cristo senza barba e l'immagine senza aureola, che ai tempi era quasi blasfema, si avvicinava all'eresia. 

   L'artista, costruiva le scene , il suo lavoro era "architetturale" 
come fosse una "sinfonia"; 
esprimeva suoni, inediti, rispettando lo spartito. Costruiva un mondo parallelo, con il linguaggio dell'arte. Esprimeva la libertà 
dell'arte nel descrivere più mondi nella stessa storia. 
 

 Cercava di rendere   contemporanea la scena; 
Quando "disegnava e dipingeva  egli immaginava di far  apparire il Cristo nel quadro stesso.  Egli andava alla "sostanza". 

Nell'istante in cui noi lo osserviamo, egli  appare;  egli ha rotto il tempo e disegna  un Cristo più giovane, come se la resurrezione lo avesse fatto tornare indietro nel tempo, oppure come se tale fatto non fosse mai accaduto ?.. 

Nella cena di Emmaus, nell'ambito del momento della resurrezione, porta  indietro la lancetta del tempo,  nel quadro "discute"  le tempistiche liturgiche. L'uva, come è indicato bene 
nel sito, "rappresenta" un periodo tra Settembre ed Ottobre, diverso da quello del periodo tradizionale della Pasqua. Il motivo c'è, ma ancora non l'ho capito...... 
 
 

I gesti dei pellegrini o degli astanti la cena, sono di stupore ( soggetto a destra, e di curiosità ( colui che osserva basito da lontano), ma l'oste che è in piedi, sembra quasi dire  con le mani sui calzoni: "non è che questo mi sparisce e non paga"?... 
 

La narrazione indica  la scena della Bibbia della cena di Emmaus, 
ed è ricco di particolari; come il calice di vino ( che sembra bianco) e due otri, di cui uno decorato, i tre oggetti sono allineati e sfalsati, ed il calice è quello più  vicino al Cristo. 

Caravaggio, non seguì l'iconografia classica. 

 Il pollo arrosto stecchito rappresenta la morte, ed è sotto la mano del Cristo, e mi sembra di capire che, tutto questo rappresenti:  la vittoria della vita,  sulla morte ma anche la vittoria della vita sul tempo, e forse la relazione tra l'uomo ed il cosmo. 

Voleva dirci altre cose,  che riguardano il rapporto   tra la realtà ed il cosmo.  La Benedizione del pane è il gesto centrale e principale  dell'idea.  Esiste una relazione numerica tra il gesto e la geometria dell'opera, il denominatore comune è il centro del quadro.  Caravaggio vuole dire che è l'azione che conta ,l'iconografia è una parte del "lavoro". Non era solo un lavoro sulle immagini, ma una ricerca del "senso" delle immagini e la direzione che intraprendevano. 
 

Caravaggio rompe tutti gli schemi  e decodifica  la  Bibbia,  ma crea anche un codice  personale di  interpretazione degli eventi. 
 Attenzione ed energia si dirigono verso  l'azione congelata come fosse uno scatto fotografico, lui fermava la luce e la luce dava forma all'azione. Fu come se lui volesse dire che tutto è "Luce". 
 

Qualcosa di più, egli disse ? qualcosa che conosceva più  degli altri, con un grande senso creativo.  Gli  altri hanno gli occhi  aperti ed il Cristo ha gli occhi chiusi; gli occhi degli astanti sono increduli , Il Cristo non ha bisogno di vedere la scena, perché è presente come spirito, egli crede di essere li e si manifesta agli occhi increduli dei pellegrini. 

Il quadro si trova a Londra, alla National Gallery e misura  139x195 ( altezza-larghezza ) . 
 

  Il lato centro-destra del quadro 
è vuoto, osservate bene sotto il cesto di frutta... 
quel lato è libero, in questo modo il visitatore 
o l'osservatore diventa "partecipe"; entra nell'evento, 
"attratto" dal centro. 
 
 
 

to be continued ... .. . .. .. .. . 
( in fase di assemblaggio e correzione ) 

 

Incontri  15 _ dicembre 2007 
  Nuova architettura per l&rsquo;istruzione
Tavola rotonda
MGF Architekten
Conferenza di Jan Klibe
sabato 15 dicembre, ore 10.00
Triennale Viale Alemagna
Ingresso libero previa registrazione al sito www.anab.it

Il decimo appuntamento del ciclo di incontri Innovazione e sostenibilità in architettura, organizzato da ANAB, Associazione Nazionale Architettura Bioecologica a partire dal 2002, è interamente dedicato a un settore che anche in Europa e anche in Italia si dimostra essere in rapida ed interessante evoluzione: l&rsquo;edilizia scolastica.
La prima parte della giornata prevede lo svolgimento di una tavola rotonda focalizzata su progetti e realizzazioni italiane, per fare il punto delle esperienze più innovative. Il pomeriggio sarà invece dedicato alla lecture di Jan Kliebe, partner dello studio MGF di  Stoccarda, titolare di alcuni tra i più riusciti esempi di architettura sostenibile per l&rsquo;istruzione in Europa. 
 


 

 

Post 16_agosto_2007


Entrata  in   Canal Grande, Venezia- Canaletto. 1730

 inform'arte


La parola "Arte" è assente come link principale in quasi tutti i motori di ricerca Italiani, segno di decadenza culturale e di devastante incuria verso un argomento, che spesso è ignorato perché, richiede molta fatica per capire il senso di ogni opera, quel senso che rimuove il torpore dalla mente di un popolo ormai destinato all'estinzione, se non trova almeno un motivo per  rinascere
Parto con questo diario d'arte personale, con un opera del Canaletto.

Canaletto è stato un grande pittore per diversi motivi, ma una cosa tra le più incisive è il suo ausilio della scienza e della tecnica,
egli usava un sistema di camera ottica per sviluppare le sue prospettive, per questo le immagini, sono estremamente realistiche, anche se sappiamo che il pittore spesso dipingeva,
una Venezia "fantasiosa", in molti dei suoi dipinti infatti non si riconosce, la realtà oggettiva così come è, eppure egli utilizzava tecniche per riproporre al meglio la realtà oggettiva
In Sintesi, l'immagine che si trovava davanti Canaletto per ripassarla con la matita, prima di andare a stendere il colore , probabilmente era questa.. 


















Ma quale era il punto esatto da cui Canaletto ha dipinto questo quadro? 
egli era sul canale, infatti dall'entrata si vede a sinistra 
l'edificio sacro, ma potete anche voi verificare con google map
 la posizione ipotetica dell'artista incisore. Probabilmente si trovava su di una imbarcazione e l'orario della vista non doveva superare mezzogiorno, 
perché l'ombra generata dai raggi del sole, è verso nord, la vista è verso Occidente  e la luce proviene da Sud-Est. L'edificio sacro è la Chiesa della salute ( incarico del 1631) ; ( architetto Baldassarre Longhena dal 1598 al 1682).  In quel periodo ( 1630-31)  la pestilenza  uccise più' di 46 mila persone  in un anno e mezzo,  ed uccise anche  il Doge Contarini, protettore dell'architetto . La peste cesso' nel 1631 e la cittadinanza volle costruire tale chiesa per ex-voto, cioè come ringraziamento, per la cessazione della pestilenza stessa; altre fonti mi dicono invece che l'edificio fu voluto dal Doge per far cessare la pestilenza, considerando che Baldassarre prendeva incarichi quasi solo per ordine del Doge, la seconda ipotesi potrebbe essere valida.     Bene ora sappiamo che quel quadro contiene molteplici informazioni. Ci riconduce ai primi tentativi di fotografia, al periodo della peste, al tipo di architettura adottata, ed altre cose ancora che vedremo, compreso il fatto che gli architetti costruivano solo se avevano potenti che li proteggevano; a quel tempo l'architettura era "assimilata" al potere ed ancora non si era affrancata da tale "guinzaglio". 

Post 17_agosto_2007

L'opera coinvolge più architetture e più luoghi, Venezia, il luogo di creazione, 
e Houston Texas, il lugo in cui si trova ora ( Museum of Fine Art )  ,
che attualmente ospita alcuni film, di Michelangelo Antonioni, tra cui Deserto Rosso; museo interessantissimo dove al cui interno c'è anche un ristorante
Il museo, è stato disegnato  da Mies van der Rohe, nel 1958.  Tra gli edifici piu interessanti di Mies fu il Padiglione Spagnolo 



Link >

Nel sito del moma c'è una raccolta di progetti di Mies molto vasta 
L'edificio più antico del museo fu disegnato da  William Ward Watkin (1886),  un architetto americano neoclassicista. La sua architettura, fa a pugni con quella di Wright,(1867). 
Per tornare al quadro del Canaletto, esso si trova all'interno della sezione 
American Painting & Sculpture, del museo stesso che ospita dozzine di sezioni, orientate in varie parti del mondo; le dimensioni del quadro? 
( olio su tela; 49,5 x 72,5);....> 
 
 
 

 

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 Work in progress >