architetti in cina  sir norman foster architetto londinese progettista del nuovo aereoporto di pechino
 

 Il nuovo  aereoporto di Pechino progettato da Norman Foster, rappresenta una delle ultime frontiere della progettazione architettonica a cui io guardo con ammirazione ed interesse per imparare da questo grande maestro. L'edificio è un esperienza, perchè le sue dimensioni ti proiettano all'improvviso in un altro mondo in un altro tempo, Il progetto rispetta e definisce e rinnova i parametri di organicità estremi; la simmetria è dovuta al simbolo del dragone, ma probabilmente anche dalla necessità di controllare un cantiere che copre, 1,2 milioni di metri quadrati di superficie; un aereoporto come visione di cattedrale del terzo millennio.
Record anche nella realizzazione ( 4 anni ) perchè cosi poco?
perchè sono stati ottimizzati tutti i parametri geografici soprattutto riguardo la fornitura di materiali; l'organizzazione di progetto che segue le idee di Foster ( grande profeta dell'architettura assieme al nostro Renzo Piano) è stata gestita con procedure di sostenibilità e flessibilità relativa ai minimi e massimi standard di servizio e di compatiiblità territoriale
Questo significa che anche la scelta del luogo dell'aereoporto era stata politicamente "corretta", proprio in funzione
delle possibilità socio-economiche territoriali locai e globali; quando un progetto è strutturato da architetti di una certa capacità progettuale, poi diviene molto più semplice che siano realizzazioni che non siano in nessuna parte, fallimentari.
Anche la scelta del simbolo, della Cina ( il dragone ) per individuare un disegno è una straordinaria intuizione 
e saggia interpetazione del progetto stesso. Questo significa che anche nel terzo millennio l'architettura non ha abbandonato i simboli, ed il fatto che tutto questo porti al successo è altrettanto straordinario. Suggestiva è la coincidenza, del fatto che il simbolo di Milano è il Drago Verde, e Milano ospiterà "expo" nel 2015.
. Potete vedere il progetto di questo edificio acquistando la rivista di architettura più importante del mondo "Arca".